Galaxy Note 7, ecco perché sono esplosi

vzw-memo-samsung-galaxy-note-7-pre-orders-start-august-3rd-phone-launches-august-19thDopo una lunga serie di indagini interne, Samsung è finalmente riuscita a comprendere per quale motivo alcuni dei primi esemplari di Galaxy Note 7 venduti nel mondo siano esplosi. Stando alle dichiarazioni della stessa società, la colpa sarebbe del principale indicato: la batteria.

Indicata da subito nella lista degli indiziati speciali, per poi essere accantonata solo in un secondo momento (la colpa sembrava esser stata ricondotta al fatto che la maggioranza delle esplosioni riportate avevano in comune l’utilizzo di caricatori non originali), l’ultima dichiarazione formulata da Samsung non lascia molti dubbi in merito, sancendo che il difetto risiede nelle celle a batteria di uno dei fornitori.

Da questo al passo successivo, relativo all’identificazione dei responsabili, il passo è stato molto breve, tanto che Samsung avrebbe già deciso di smettere di usare gli accumulatori forniti dall’affiliata Samsung SDI. Stando alle dichiarazioni riportate sul Korean Herald, l’affiliata in questione produrrebbe fino al 70 percento delle batterie utilizzate negli smartphone della società.

Ancora presto, infine, comprendere quanto costerà questa brutta sorpresa alle tasche del produttore coreano. Secondo le prime stime, il numero dei telefoni che occorrerà ritirare sarà di 2,5 milioni, e il costo dell’operazione potrebbe toccare addirittura il miliardo di dollari. Naturalmente, si tratta di una cifra che potrebbe impattare notevolmente e significativamente sui conti societari ma che, in fin dei conti, rappresenta ben poca corsa rispetto a quanto Samsung avrebbe dovuto spendere per correre ai ripari non appena il problema fosse propagato in misura più consistente in ambito mondiale.

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