USA, calo della produzione industriale

Oltre al dato sulle vendite al dettaglio, il calendario macro statunitense ha registrato un altro elemento statistico deludente, con la produzione industriale di agosto che nel mercato USA è crollata di -0,9 per cento mese su mese, con una diminuzione che gli analisti puntano ad attribuire in misura quasi totale al passaggio dell’uragano Harvey.

Stando a un livello di maggiore dettaglio dei dati, il manifatturiero ha corretto di -0,3 per cento sul mese, sostenuto dalle auto (+2,2 per cento su mese); al netto delle auto nel settore si registra un calo di -0,5 per cento mese su mese (macchinari, -1,4 per cento sul mese). Il calo del manifatturiero è in gran parte riferibile – come sopra già anticipato – all’uragano, visto che i nuovi occupati nel settore, che sono rilevati a metà mese, sono aumentati ampiamente sopra il trend.

In effetti, nel comunicato stampa a margine, la Federal Reserve ha stimato che gli effetti dell’uragano abbiano ridotto la variazione dell’output nel manifatturiero ad agosto di circa 0,75 punti percentuali, a causa delle conseguenze sulle attività di raffinazione, chimica, materiali plastici e resine. Anche l’estrattivo riflette le conseguenze degli uragani, con un calo di -0,8 per cento mese su mese, dovuto sia al petrolio sia al gas naturale.

Infine, dai dati statistici si nota come la produzione e utility sia calata di -5,5 punti percentuali mese su mese, per via di temperature particolarmente moderate sulla costa Est. Anche questi dati, come quelli delle vendite al dettaglio, rappresentano una correzione transitoria che viene direttamente collegata al clima, e che dovrebbe essere seguita da una netta riaccelerazione da novembre in poi.

Vedremo dunque con i dati dei prossimi mesi se il ritorno a una situazione di normalità si verificherà nei modi e nei tempi attesi.

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